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Riforma ALER Lombarde

Nota stampa della Regione Lombardia

Commissione Territorio approva riforma Aler: si passa

da 13 Aler a 5, azzerati i Consigli di amministrazione

casettaVia libera a maggioranza in Commissione Territorio presieduta da Alessandro Sala alla riforma delle Aler, approvata con il voto favorevole dei gruppi PdL, Lega Nord e Maroni Presidente, astenuti Partito Democratico e Patto Civico, contrario il gruppo M5Stelle. Dalle 13 Aler oggi esistenti si passa a 5, con i seguenti accorpamenti: Milano, Lodi-Pavia, Brescia-Cremona–Mantova, Bergamo–Lecco-Sondrio, Busto Arsizio–Como–Varese-Monza Brianza. Vengono azzerati i Consigli di Amministrazione attualmente composti da sette componenti e viene istituita la figura del presidente unico: in sostanza si passa da 91 consiglieri di amministrazione ai soli 5 presidenti attuali.

 “Tenendo conto del progetto di legge approvato dalla Giunta, con cui veniva proposta l'Alpe, l'Agenzia lombarda pubblica edilizia, e delle proposte avanzate dai gruppi consiliari –ha detto il presidente Alessandro Sala (Maroni Presidente)-, abbiamo trovato una soluzione di equilibrio in grado di garantire un sensibile contenimento della spesa grazie a una forte razionalizzazione di enti, cariche e costi gestionali, dando contemporaneamente risposte dal punto di vista sociale, anche attraverso la ristrutturazione del patrimonio edilizio”.

Come evidenziato dal presidente Sala, alcuni aspetti della governance dovranno essere ancora oggetto di un ulteriore approfondimento demandato ad una apposita riunione dei capigruppo prima dell’esame definitivo in Aula, previsto per martedì 26 novembre. “Proporrò di mantenere un organismo di tre revisori di cui uno indicato dalle minoranze al posto del revisore unico –ha anticipato Alessandro Sala-: questo a maggiore garanzia dell’attività di controllo e di trasparenza sull’attività gestionale e contabile di ciascuna delle 5 nuove Aler”. Sul tavolo resta anche la richiesta del Consigliere Fabio Altitonante (PdL) di esentare le Aler dal pagamento dell’Irap e di esentare gli immobili Aler dal pagamento di imposte di istituzione regionale, così come dovrà essere ancora approfondito un emendamento presentato dal Partito Democratico sulla necessità di norme chiare e precise che garantiscano la salvaguardia dei livelli occupazionali esistenti.

In sede di votazione degli emendamenti, è stata respinta la proposta del Consigliere Agostino Alloni (PD) appoggiata da Carlo Malvezzi (PdL) di istituire 6 Aler scorporando Cremona e Mantova da Brescia. Una richiesta motivata dal fatto che l’accorpamento Lodi-Pavia, così come approvato, presenta un numero inferiore di alloggi rispetto alle sole Mantova e Cremona.

Siamo soddisfatti per il lavoro svolto –ha detto il capogruppo del PdL Mauro Parolini- ma va rilevato che questo è solo il primo passo del percorso di riforma complessiva delle politiche abitative. Superato ora il tema della governance, come previsto dalla scadenza dei Commissari straordinari in carica fino al prossimo 31 dicembre, ora c’impegneremo in maniera altrettanto seria e incisiva a una riforma generale della legge sulla casa entro i primi tre mesi del prossimo anno. Voglio sottolineare -ha concluso Paroliniil ruolo centrale che giocheranno i territori e le comunità locali attraverso l’istituzione del Consiglio territoriale”.

 Donatella Martinazzoli (Lega Nord) ha sottolineato l’utilità del lavoro di gruppo che è stato svolto, evidenziando come “alcuni aspetti devono essere però ancora approfonditi in vista dell’Aula”.

 Per Riccardo De Corato (Fratelli d’Italia) “la gestione finanziaria delle Aler deve essere assolutamente condominiettotrasparente così come devono essere disponibili gli elenchi di assegnatari e occupanti, i canoni di affitto e le indennità di occupazione. Questa riforma è un primo passo efficace per garantire un futuro alle Aler”.

 Onorio Rosati (PD) ha motivato l’astensione del suo gruppo con la necessità di avere risposte certe e chiare sulle richieste presentate al fine di garantire e tutelare il mantenimento degli attuali livelli occupazionali, come contenuto in un emendamento che il Partito Democratico ha sottoposto all’attenzione degli altri gruppi. “Se arriveranno risposte positive anche sul riconoscimento di specifici momenti partecipativi che coinvolgano gli utenti e le istituzioni locali –ha aggiunto Rosati- il nostro voto in Aula potrà essere favorevole”.

 Esprimiamo un voto di astensione –gli ha fatto eco Lucia Castellano (Patto Civico)- perché molti aspetti di questa riforma restano ancora irrisolti e troppo vaghi: abbiamo apprezzato le aperture della maggioranza, ma serve ora uno sforzo finale aggiuntivo”.

 Parere contrario è stato espresso infine da Iolanda Nanni (M5Stelle): “Oggi in Commissione è stato votato un testo che non è stato frutto di un lavoro di condivisione, ma solo di imposizioni dall’alto arrivate tra l’altro solo all’ultimo momento utile, senza che vi fosse possibilità per i commissari di approfondire alcuni dei subemendamenti illustrati dalla maggioranza”.

 

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